Credo che ci voglia un dio ed anche un bar,
ma dovendo scegliere opterei per il bar

domenica 30 maggio 2010

PUF (fa il vuoto quando arriva)

Alba. O quasi. Mascella dolorante per le risate, sapore di alcol in bocca e in testa (smetterò, lo prometto, ma dopo i 30), tanta stanchezza e uno strano vuoto.

Sarà che "la radio che passa il vecchio liga", oltre ad avere capito chi sono, mi ha messo addosso una buona dose di nostalgia. Sarà che i discorsi della serata mi hanno riportato ai mitici anni del diploma, delle scampagnate e degli amici che sono andati.
Sarà che così come va per ora non riesco a farmela andare, non so abituarmici. Sarà che la differenza tra me e te si sente di più quando conto i miei anni, e quando sei lontana da un pò.

Sarai tu? Sarò io? O magari qualcos'altro. Fatto sta che rientrando ho sentito un grosso PUF nel petto, il rumore del vuoto quando arriva, il rumore che precede la sensazione di spaesamento senza ragione, e che ti fa capire che tra poco, pochissimo tempo, starai male. E quando lo sento è sempre troppo tardi per scansarmi, mi tocca confrontarmi col Vuoto, devo affrontarlo sperando di essere io il più forte. Ma sinceramente non so come batterlo.

Stasera mi è mancata una complice, una persona che avrebbe capito tutto dai miei sguardi, senza dover parlare. Una persona alla quale non serve spiegare nulla, perché sa già tutto di me, e con cui capirmi in una frazione di secondo, con un gesto. Una persona con cui non è un problema essere ubriachi, o sembrare stupidi raccontando episodi ridicoli della propria vita, perché quegli episodi li conosce, era presente, ne ha fatto parte. E sono stati importanti per entrambi.

Una persona che non esiste.
Sento uno strano vuoto. Lo colmerò col tempo...

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