Credo che ci voglia un dio ed anche un bar,
ma dovendo scegliere opterei per il bar

martedì 20 aprile 2010

Oggi è andata così...

Ci sono sere che gira male, e questa è una di quelle, anzi, è una delle peggiori da alcuni mesi. E del resto dovevo aspettarmelo, è una questione di probabilità, la serie positiva non può durare in eterno, prima o poi cadi.
Se stai attento puoi pararti, altrimenti ti grattuggi il mento sull'asfalto.

Io naturalmente non me l'aspettavo, e adesso sto qui a guardarmi i graffi sulle mani chiedendomi come ho fatto a cadere di nuovo. Che senso di dejavù.

Sono fatto così, sempre troppo distratto per riuscire ad evitare i colpi, incasso e vado avanti, ed ho tanti vecchi lividi a testimoniarlo. Alcuni fanno ancora male, altri ormai sono solo un violaceo ricordo, ma c'è sempre spazio per qualche nuovo segno... fatevi avanti.

Sempre lo stesso canovaccio, certo poi c'è libero spazio all'interpretazione, ma le linee guida non cambiano mai. E l'ultima scena mi vede sempre a terra, intento ad assorbire l'ennesima mazzata prima di rialzarmi a fatica e ricominciare.

Il tempo cambia velocemente, ma io sono sempre troppo impegnato per accorgermene, e quando si mette al brutto io ho sempre il mio solito giubbotto, troppo leggero per ripararmi. Ma non è la solita pioggia, quella mi avrebbe disegnato un gran sorriso tra le orecchie, questa invece taglia la faccia. Posso solo mettermi al coperto in attesa di vedere come finirà.

Ci sono sere che gira male, e questa è una di quelle. E rileggendomi mi sto accorgendo che sono qui a scrivere da più di un'ora ed ho anche esagerato con le metafore, brutto segno. Indice che sono troppo incazzato per dire le cose come sono davvero. Brutto segno.

Per fortuna anche le brutte sere passano, e domani sarò contento di averne superata un'altra.

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