Credo che ci voglia un dio ed anche un bar,
ma dovendo scegliere opterei per il bar

mercoledì 3 febbraio 2010

Sogno

Sveglio. Non apro gli occhi per gustarmi ancora un attimo il tepore del dormiveglia. Sono felice. Dopo un tempo obiettivamente non luqnghissimo, ma che a me è sembrato interminabile. Sto bene, così di colpo. e penso "mi avevano detto che non può succedere in un colpo solo, minchiate!".

In ogni caso, come sia successo non importa, conta solo che ora mi sento leggero, un peso insopportabile ha deciso di lasciare il mio petto, posso tornare a respirare.

Prendo il telefono e, per quanto una parte del mio cervello mi stia dicendo "che-cazzo-fai?!", io so che è giusto, è così che si inizia la giornata, altrimenti non varrebbe la pena alzarsi dal letto. La chiamo, ma il suo telefono squilla nella mia stanza, mi giro ed è lì. dorme accanto a me. l'abbraccio e piango.

Ecco, perchè piango? Che c'entra il pianto? E qui crolla tutto, perchè mi sveglio di colpo e scopro che sto piangengo davvero, e chissà da quanto a giudicare dalle condizioni del cuscino. E ovviamente lei non c'è. COGLIONE!

Naturale, infatti non può passare in un colpo solo. E allora prendo il telefono e scrivo, perchè é così che si inizia la giornata: maledicendo me stesso e tutto quello che mi sta intorno, passato, presente e futuro.

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