30 ore di veglia continuate. La mente va a tutte le volte che mi è capitato di restare sveglio così a lungo. Aiutato da tanto alcol, gli amici e le chitarre. E poi si stramazzava sotto le palme del Foro Italico oppure sotto il pico del sole di San Leone.
Ma ora è diverso. Queste 30 ore pesano molto di più perché le ho attraversate da solo, dividendomi tra impegni improrogabili, il futuro su cui dover riflettere, le decisioni da prendere e tanta rabbia che mi ha tenuto sveglio tutta la notte.
E intanto il lavoro resta li. L'ufficio prende polvere, al telefono non rispondo da giorni, le email iniziano a diventare tante, ma leggo solo i mittenti, i contenuti non mi interessano.
Mi serve un motivo valido per giustificare il silenzio della mia scrivania, l'assenza dei led blu accesi spesso fino a tarda sera e il fastidioso messaggio della wind che ripete che "l'utente non vuole, al momento, avere rotte le palle".
Mi servirebbe una vacanza. Lo dico sempre ma non parto mai. Al massimo faccio un giro su Google Maps.
Stavolta invece ci vorrebbe un posto in cui nessuno possa seguirmi, e dove i telefoni non prendano. Devo prendere le distanze dalla quotidianità per potermi liberare dai legami che stanno rischiando di diventare fonte di dolore e di pesi troppo grandi da portare.
Ecco, mi serve una vacanza. Vera. Una destinazione. Devo comparmi un altante.
Credo che ci voglia un dio ed anche un bar,
ma dovendo scegliere opterei per il bar
ma dovendo scegliere opterei per il bar
giovedì 4 febbraio 2010
Destinazione: Atlante
Direttamente dalla tastiera di
Thevenin
alle
15:00
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